Il favoloso mondo di Anais

domenica, 21 gennaio 2007

Raramente accade che un libro che ti ha entusiasmato, commosso, affascinato, sconvolto ed ammaliato riesca a darti le stesse emozioni, una volta trasposto in una sceneggiatura cinematografica o una pièce teatrale. Il Vangelo secondo Gesù Cristo è un libro meraviglioso. E' ricco di filosofia e pensiero ed è scritto in modo supremo. Non una sola parola è lasciata al caso, neanche il più insignificante aggettivo. E' un libro che esprime concetti di una violenza e di una provocazione sconvolgente, che ti graffia l'anima e ti inchioda ad ogni pagina, che si insinua nella tua coscienza e nella sicura consapevolezza della roccaforte delle tue convinzioni e ti lascia a bocca aperta, stravolto, muto ed inconsapevole. Ho amato quel libro con tutta me stessa, con una forza tale da ricordare a memoria brani interi e riconoscere la sua simbologia ovunque.

E venerdì scorso sono andata a teatro, a vederne la rappresentazione. Il Fabbricone di Prato è un luogo affascinante, per la sua anticonvenzionalità ed il suo essere così spoglio e privo di orpelli stilistici, come se fosse un rinnegato a cui siano stati negati i tradizionali onori di stucchi dorati e velluti rossi. Come scenografia, una passerella di legno e qualche asta alle estremità, al centro esatto di una platea divisa in due parti. Quattro attori, un testo e pochi costumi di scena. Teatro sperimentale, così viene chiamato. E a me questa forma di teatro è entrata dentro come corrente elettrica. Gli attori erano bravissimi, creavano la scenografia con le loro mani: tutto era in divenire, tutto si accompagnava alle parole del testo, tutto simboleggiava perfettamente un muto messaggio. Aste di legno che divenivano croci, pezzi di pane e piccole fiaccole, semplici sandali e poveri mantelli. La scena del sacrificio al tempio è stata una delle cose più emozionanti che io abbia mai visto a teatro: le voci, gli odori, le atmosfere erano così evocative ed intense da trarti in inganno e farti credere di essere veramente lì. Un capolavoro...sarei rimasta seduta per ore ad ascoltare ed assorbire. Questo è ciò che io considero vera Arte ed è esattamente quello per cui vale la pena leggere ed andare a teatro.

Un epilogo ideale e sublime, per una serata cominciata sotto i migliori auspici: una serenata al chiaro di luna, davanti ad un pezzo di pizza..

Foto di scena

Pensieri scritti da AnaisMyskin alle 20:33 |
permalink |

Commenti
commenti |
categoria:
| Torna su